









Centinaia di agricoltori del Torinese hanno manifestato oggi, martedì 27 ottobre 2026, davanti a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte a Torino, per chiedere interventi urgenti contro il caro gasolio, l'aumento dei fertilizzanti e i crescenti costi di produzione.
La mobilitazione organizzata da Coldiretti ha portato alla presentazione di dieci richieste per sostenere le aziende agricole e garantire il futuro del settore. Al termine del presidio, la Regione ha annunciato i primi 13 milioni di euro per calmierare il prezzo del carburante agricolo.
Alla manifestazione hanno partecipato agricoltori provenienti da tutta la provincia di Torino, insieme ai colleghi delle altre province piemontesi. Al centro della protesta ci sono le difficoltà economiche delle imprese, aggravate dai prezzi riconosciuti ai produttori dall'industria alimentare e dalla Grande distribuzione organizzata, oltre che dagli effetti dei cambiamenti climatici.
«Per le aziende agricole del Torinese – sottolinea il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici - la situazione sta diventando insostenibile. Il prezzo del gasolio agricolo, dei fertilizzanti e dell'energia stanno mettendo in crisi la stessa sopravvivenza del nostro settore agricolo. Ma al rialzo dei costi di produzione si aggiungono i prezzi troppo bassi che vengono imposti agli agricoltori dall'industria alimentare e dalla Grande distribuzione. La nostra agricoltura per produrre il nostro cibo spende al limite del collasso e non guadagna niente. Non si potrà andare avanti così».
L'aumento delle spese per carburante, energia, fertilizzanti e materiali si somma alle difficoltà provocate da siccità, eventi calamitosi, nuovi parassiti e malattie. Secondo Coldiretti, il settore deve affrontare anche lo spopolamento delle campagne, la riduzione dei servizi nelle aree rurali e la necessità di investire nell'irrigazione, nella ricerca e nel ricambio generazionale.
«Abbiamo bisogno di scelte politiche, anche locali, coraggiose e che guardino al futuro. Piante e animali sono colpiti dal clima che cambia. Siamo di fronte a siccità, eventi catastrofici ricorrenti, nuovi parassiti e nuove malattie, spopolamento delle campagne e impoverimento dei servizi. Eppure non si fa abbastanza per garantire l'irrigazione, per sostenere le protezioni e gli indennizzi per le calamità, per la ricerca contro le nuove avversità, per favorire gli insediamenti dei giovani, per sostenere la multifunzione agricola che offre servizi ai territori, per promuovere la produzione energetica rinnovabile, per fermare il consumo di suolo e l'accaparramento dei campi per la speculazione, per orientare i giovani e i consumatori locali verso un'alimentazione sana e a Km Zero».
L'organizzazione chiede risorse aggiuntive rispetto alla Politica agricola comune (Pac), per compensare i rincari e sostenere gli investimenti delle imprese. La richiesta riguarda anche l'Europa, con la proposta di un nuovo Pnrr straordinario per l'agricoltura, e gli enti locali, chiamati a individuare misure adeguate alle esigenze del territorio.
«Con una crisi energetica e produttiva che rischia di essere peggiore di quella causata dal Covid, non solo l'Europa deve mettere in campo un nuovo Pnrr straordinario per l'agricoltura ma anche la Regione Piemonte e gli enti locali devono guardare con determinazione al futuro dell'agricoltura torinese. Se da una parte servono risorse aggiuntive rispetto alla Pac, per fronteggiare l'aumento dei costi di produzione, sostenere gli investimenti e garantire così la salute dei cittadini e la sopravvivenza delle imprese agricole che garantiscono a tavola cibo sano e sicuro. Dall'altra serve gestire al meglio queste risorse sul piano locale e servono misure locali per garantire un futuro al nostro settore primario e alle nostre produzioni».
Le dieci richieste di Coldiretti alla Regione Piemonte
Il documento presentato al Consiglio regionale individua dieci priorità per contrastare la crisi dell'agricoltura piemontese.
1. Caro gasolio e fertilizzanti: interventi urgenti per contenere i costi, estendere il sostegno ai fertilizzanti a tutti i comparti produttivi e alleggerire gli oneri finanziari delle aziende.
2. Tutela delle filiere: misure contro lo squilibrio nei rapporti con la Grande distribuzione organizzata e un confronto regionale con gli operatori del settore per riequilibrare la distribuzione del valore.
3. Cambiamenti climatici e irrigazione: avvio della procedura ministeriale per il riconoscimento dello stato di calamità naturale in relazione all'estate 2026, indicata come la più calda degli ultimi 70 anni, e realizzazione di un piano di invasi multifunzionale.
4. Cibo e salute: promozione di una sana alimentazione e indicazioni specifiche nei capitolati delle mense pubbliche per contrastare il ricorso ai cibi ultraformulati.
5. Ambiente e aziende zootecniche: maggiore flessibilità nell'applicazione del Piano Stralcio Agricoltura, parte del Piano regionale per la qualità dell'aria, con più tempo per gli adeguamenti e una sospensione delle sanzioni.
6. Gestione del rischio: risorse aggiuntive per le polizze agevolate, così da aiutare le imprese a fronteggiare eventi avversi sempre più frequenti.
7. Consumo di suolo: tutela delle aree agricole e contrasto al consumo di suolo, con l'obiettivo di azzerarlo per salvaguardare la produzione alimentare.
8. Fauna selvatica: rafforzamento delle misure di contenimento, revisione del sistema di riconoscimento dei danni e riforma dell'attuale assetto venatorio regionale.
9. Lavoro stagionale: sostegno alle aziende che investono nell'accoglienza e nella sicurezza della manodopera agricola stagionale.
10. Montagna e pascoli: revisione delle fasce altimetriche e dei periodi consentiti per il pascolamento, tenendo conto delle variazioni climatiche e delle esigenze di tutela dei territori montani.
Al termine della manifestazione, la Regione ha annunciato lo stanziamento dei primi 13 milioni di euro per contenere il prezzo del gasolio agricolo. Sono stati inoltre indicati altri impegni a sostegno del comparto, a partire dalla convocazione del tavolo delle filiere e di quello con la Grande distribuzione organizzata per affrontare le questioni relative alla filiera ortofrutticola.
Il presidente del Consiglio regionale ha annunciato anche la convocazione del Tavolo verde, chiamato ad affrontare le criticità presentate dagli agricoltori. Tra gli interventi indicati figurano il divieto di utilizzare cibi ultraprocessati nelle mense pubbliche, la revisione delle tempistiche di adeguamento delle aziende zootecniche alle misure sulla qualità dell'aria, il sostegno al comparto delle nocciole e le iniziative per ridurre il peso degli oneri finanziari sulle imprese.
I dati elaborati dal Centro Studi Divulga e richiamati da Coldiretti Torino quantificano l'impatto dei rincari sulle aziende agricole. Dall'avvio della guerra in Iran, il prezzo del gasolio agricolo è praticamente raddoppiato. La quotazione media mensile di settembre 2026 ha raggiunto il livello più alto registrato, superando il precedente record del giugno 2022, legato alle conseguenze della guerra in Ucraina.
Per arare un campo di 11 ettari, corrispondente alla dimensione media di un'azienda agricola torinese, oggi servono circa 600 euro in più rispetto a febbraio scorso. Anche i fertilizzanti hanno superato gli 800 euro a tonnellata, mentre sono aumentati i prezzi di altri materiali utilizzati nella produzione, a partire dalla plastica.
Ai rincari si aggiungono i danni causati dai cambiamenti climatici. È su questo quadro che si concentra la richiesta di Coldiretti: interventi immediati per contenere i costi e misure capaci di sostenere le imprese agricole piemontesi nel medio periodo.









