Politica | Venaria Reale | 30/10/2026 23:27:53

Venaria Reale, Consiglio comunale: disavanzo ASM da 600mila euro, sanità, rincari delle mense scolastiche e novità sul bus VE2


Scintille in Consiglio comunale a Venaria: sanità, disavanzo ASM da 600 mila euro, rincari delle mense scolastiche e degli asili nido, plessi senza pre e post-scuola e novità sul bus VE2


La situazione economica dell'ASM, i ritardi nel trasferimento del Centro  di Salute Mentale, gli aumenti delle rette delle mense scolastiche e degli asili nido, la mancanza dei servizi di pre e post-scuola in alcuni plessi scolastici e il futuro della linea bus VE2. Sono stati questi i temi principali affrontati durante il Consiglio comunale straordinario di Venaria Reale, riunitosi lunedì 26 ottobre 2026. Nel corso della seduta, i gruppi di opposizione hanno sollevato diverse critiche nei confronti dell'Amministrazione guidata dal sindaco Fabio Giulivi. 
La seduta ha affrontato anche l'approvazione del bilancio consolidato 2025, la quarta e quinta variazione al bilancio di previsione 2026/2028 con applicazione dell'avanzo di amministrazione 2025 e il bilancio dell'Azienda Speciale Multiservizi (ASM), che al 31 dicembre 2025 ha registrato un disavanzo di circa 600 mila euro. Proprio la situazione dell'azienda partecipata e le ricadute sui servizi alle famiglie hanno animato una parte significativa del confronto.
Uno dei primi argomenti affrontati è stato quello della Casa di comunità e del trasferimento del Centro di Salute Mntale, attualmente situato in piazza Costituente, 1/5,nei locali dell'ex Casa protetta di corso Machiavelli. La consigliera di opposizione Rossana Schillaci ha chiesto al sindaco chiarimenti sui ritardi dell'Accordo di programma sottoscritto con l'ASL nel 2023 per la ristrutturazione della struttura e sulla mancanza di circa 400 mila euro necessari a completare il finanziamento.
Secondo Schillaci, il problema non riguarda soltanto i tempi dell'intervento, ma anche le risorse economiche che sarebbero venute meno nel corso dell'iter. La consigliera ha richiamato una delibera approvata dalla Giunta nel settembre 2025, nella quale, secondo quanto riferito in aula, veniva riconosciuta l'indisponibilità dei fondi, con la conseguente impossibilità di procedere alla ristrutturazione e senza una tempistica certa per la realizzazione dell'opera.
Nel suo intervento ha inoltre contestato le precedenti rassicurazioni sull'avvio dei lavori, ricordando quanto dichiarato dal sindaco durante la campagna elettorale.
«Eppure ricordiamo tutti le parole del sindaco in campagna elettorale, quando rivendicava il merito dei finanziamenti ottenuti, sostenendo di essere andato a "battere i pugni sui tavoli" per portare a casa un risultato che altri Comuni non avevano ottenuto e assicurando che i lavori fossero ormai imminenti. La realtà, purtroppo, è ben diversa. Non è la prima volta che solleviamo il problema: nel corso del 2023, 2024 e 2025 abbiamo presentato diverse interrogazioni in Consiglio comunale, portando la questione persino all'attenzione del Consiglio regionale. Per due anni ci è stato ripetuto che l'affidamento dei lavori sarebbe avvenuto "nelle prossime settimane". Oggi, a distanza di anni, scopriamo che era tutto fermo e che le risorse non sono disponibili. I cittadini di Venaria Reale meritano trasparenza e rispetto. Non si può fare propaganda sulla salute e sui servizi essenziali del territorio», ha affermato Schillaci rivolgendosi al sindaco e ai consiglieri presenti in aula.
Nella sua risposta, il sindaco Fabio Giulivi ha precisato che il completamento del finanziamento richiesto dall'ASL TO3 spetta alla Regione Piemonte e non al Comune.  Giulivi ha anche riferito che da alcuni mesi la Casa di comunità si trova presso il polo sanitario di via Don Sapino, mentre i lavori di ristrutturazione della struttura di via Silva dovrebbero terminare entro la fine del 2026. Per le sistemazioni esterne, invece, la previsione è quella della primavera 2027.
Su tutti e tre i provvedimenti di carattere finanziario – il bilancio consolidato 2025, la quarta e la quinta variazione al bilancio di previsione 2026-2028, quest'ultima con applicazione dell'avanzo di amministrazione 2025 – i consiglieri di opposizione hanno espresso voto di astensione.
Il confronto si è quindi concentrato sui conti dell'ASM e sulle ripercussioni sui servizi scolastici. Nel corso del dibattito sono emerse contestazioni in merito alla gestione economica dell'azienda e alle scelte adottate sulle rette.
Il capogruppo del Partito Democratico Daniele Milani ha richiamato in particolare le difficoltà delle famiglie nell'accesso ai servizi di pre e post scuola. Secondo i dati da lui riportati in aula, dieci plessi scolastici su diciassette non dispongono dei servizi e soltanto due garantiscono entrambe le formule. 
Milani ha poi contestato le nuove tariffe per mense e nidi, approvate dalla maggioranza nel luglio 2026, sostenendo che il sistema adottato rischia di penalizzare proprio i nuclei familiari con un ISEE più basso.
Sulla gestione dell'azienda partecipata è intervenuto anche Alessandro Brescia, consigliere di Uniti per Cambiare, che ha contestato l'assenza di interventi da parte del Comune nonostante, a suo giudizio, l'amministrazione fosse a conoscenza della situazione dell'ASM prima dal 13 maggio 2026, quando il bilancio era stato approvato. Brescia ha criticato l’assenza di adeguati controlli da parte del Comune sulla gestione di ASM, sottolineando la responsabilità dell’ente nel vigilare sull’operato della società partecipata.
Critiche alla gestione amministrativa sono arrivate anche dal consigliere Stefano Mistroni, del Partito Democratico, che, durante la discussione sulla variazione di bilancio, ha contestato la mancanza di controlli da parte del Comune e le soluzioni individuate dall'Amministrazione. 
Il consigliere Alessandro Cubello, del Gruppo consiliare Alleanza Verdi e Sinistra, nel suo intervento ha sostenuto che i costi di gestione dell'ASM si ripercuotono sui servizi degli asili nido e sulla refezione scolastica. Ha inoltre contestato l'assenza di una simulazione complessiva degli aumenti, di un prospetto dettagliato delle tariffe per ciascuna fascia ISEE e di una valutazione dell'impatto economico sulle famiglie.
A sostegno delle proprie critiche, Cubello ha portato l'esempio di due fasce ISEE consecutive, evidenziando una differenza significativa nel costo del pasto.
«Basta un euro in più di ISEE per vedersi aumentate le tariffe del 139%. ISEE 6.000 € → 1,63 € a pasto ISEE 6.001 € → 3,90 € a pasto. 1 euro di ISEE in più, 2,27 € in più a pasto: oltre 400 euro all'anno di differenza per un solo figlio. La cosa più assurda è che a Venaria esisteva già un sistema equo: la tariffazione puntuale basata sull'ISEE, che accompagnava le famiglie gradualmente senza creare salti tra situazioni pressoché identiche. Ma quel sistema è stato abbandonato. E non è ASM ad aver deciso questi aumenti: le tariffe le ha deliberate il Comune, ASM si limita ad applicarle».
Un altro tema affrontato durante il Consiglio ha riguardato la mobilità cittadina. Mimmo Dellisanti, consigliere della coalizione civica senza partiti, ha presentato un’interrogazione per chiedere l’estensione del percorso della linea VE2, che attualmente consente di raggiungere il Polo sanitario, ma serve soltanto alcune zone della città.
La proposta prevede di ampliare i collegamenti verso i quartieri Gallo Prile, Altessano e Rigola, includendo anche altri punti strategici, tra cui scuole, uffici comunali e presidi sanitari. Dellisanti ha spiegato che il servizio dovrebbe essere ripensato tenendo conto della distribuzione dei servizi essenziali e delle necessità delle persone più fragili.
«Vogliamo che la linea non sia pensata solo “da e per”, ma che venga ripensata in funzione della distribuzione dei servizi essenziali: dal Polo sanitario al CSM di piazza Costituente, dalla Fisioterapia di via Silva alle scuole, dagli uffici comunali agli altri presidi pubblici frequentati quotidianamente da cittadini di ogni età, con un occhio di riguardo per le persone più fragili. Proponiamo inoltre di ampliarne il percorso di circa 4 chilometri, senza che i relativi costi ricadano sul Comune», ha spiegato il consigliere.
L’assessore ai Trasporti e ai Lavori pubblici Maurizio Russo ha risposto all’interrogazione illustrando i passaggi necessari per valutare la proposta di estensione della linea VE2. 
«Abbiamo previsto l’aggiunta di sei fermate e la riduzione delle corse da 22 a 16. Il percorso, attualmente di 13 chilometri, verrebbe ampliato di altri 4. Invieremo una valutazione economica all’Agenzia della mobilità dei trasporti per cercare di raggiungere un’intesa sul nuovo tracciato», ha risposto Russo al consigliere Dellisanti.
Il nuovo itinerario della VE2 è ancora in fase di approvazione. La proposta prevede la partenza dal polo sanitario di via Don Sapino, per poi attraversare via Druento, via Petrarca, corso Puccini, via Guardini, via Leonardo Da Vinci, via Leopardi e corso Papa Giovanni XXIII. Il bus dovrebbe quindi proseguire lungo corso Garibaldi, viale delle Industrie, via Gaetano Amati, via San Marchese, via Canale, via Tripoli, via Palestro, via Nazario Sauro, via Verdi, via Barbicinti e corso Machiavelli, prima di tornare in via Don Sapino e raggiungere nuovamente il polo sanitario.
La seduta straordinaria ha così riunito questioni diverse ma direttamente legate alla vita quotidiana della città: dall'assistenza sanitaria ai servizi scolastici, fino ai collegamenti tra i quartieri. Su questi temi il confronto tra maggioranza e opposizione resta aperto, mentre per il nuovo percorso della VE2 si attende ancora la definizione dell'intesa con l'Agenzia della mobilità.

 


Autore:
Silvia Iannuzzi