Salute e benessere | Torino | 26/07/2026 14:56:43

Torino, donna cieca torna a vedere grazie a un trapianto dell'occhio: alle Molinette il primo intervento al mondo


Dopo cinque anni di cecità torna a vedere: alle Molinette di Torino il primo autotrapianto di retina al mondo


Torino - Per la prima volta nella storia della medicina una donna è tornata a vedere grazie a un autotrapianto che ha trasferito da un occhio all'altro il segmento anteriore e la parte centrale della retina. L'intervento, eseguito dall'équipe della Clinica Oculistica universitaria dell'ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, segna un primato mondiale e introduce una nuova possibilità terapeutica per pazienti affetti da gravissime lesioni oculari finora prive di alternative chirurgiche.
La paziente, Elena, 67 anni, aveva perso completamente la vista oltre cinque anni fa in seguito a un grave incidente stradale. Oggi i primi controlli clinici confermano il corretto attecchimento dei tessuti trapiantati e un progressivo recupero funzionale dell'occhio operato, mentre saranno i successivi monitoraggi a valutare l'evoluzione della capacità visiva.
L'intervento, durato quasi sei ore, è stato reso possibile da una condizione clinica particolarmente complessa. L'occhio sinistro aveva subito una lesione irreversibile del nervo ottico, perdendo definitivamente la capacità di trasmettere gli impulsi visivi al cervello. Nonostante ciò, le strutture oculari erano rimaste integre. L'occhio destro presentava invece una situazione opposta: il nervo ottico era funzionante, ma una maculopatia, aggravata dal trauma, aveva compromesso irrimediabilmente la retina e la trasparenza della cornea. La distruzione della porzione contenente le cellule staminali rendeva inoltre impossibile un tradizionale trapianto di cornea.
Proprio questa particolare combinazione di lesioni ha portato l'équipe guidata dal professor Michele Reibaldi a sviluppare una soluzione mai sperimentata prima. I chirurghi hanno utilizzato i tessuti sani dell'occhio sinistro, ormai non più recuperabile dal punto di vista funzionale, per ricostruire l'occhio destro, ancora in grado di trasmettere gli stimoli visivi al cervello.
Nel corso dell'intervento è stato trasferito un intero blocco anatomico comprendente cornea, sclera, congiuntiva e, soprattutto, la macula, la parte centrale della retina responsabile della visione distinta. È proprio quest'ultimo passaggio a rappresentare il principale elemento di innovazione: fino a oggi, infatti, il trapianto della macula non era mai stato eseguito.
"Questo intervento rappresenta una nuova frontiera nella chirurgia oculistica" dichiara il professor Michele Reibaldi (Direttore della Clinica Oculistica universitaria delle Molinette). "Fino ad oggi, il trapianto contemporaneo del segmento anteriore era stato eseguito una sola volta al mondo dal professor Vincenzo Sarnicola e dal sottoscritto proprio qui alle Molinette, mentre mai era stato possibile trapiantare la zona centrale della retina. Adesso aspettiamo di vedere quanto la retina trapiantata sia in grado di funzionare, ma i primi riscontri sono incoraggianti. Una maratona chirurgica molto complessa, durata quasi 6 ore, che è stata possibile solo grazie ad una collaborazione straordinaria tra oculisti, anestesisti, infermieri e Direzione sanitaria. Ma il premio più grande per tutti noi è stato l'incredibile momento in cui Elena, riaprendo gli occhi, ha potuto finalmente riconoscere i volti di suo figlio e della sua fidata compagna di vita Joe".
Oltre all'eccezionale valore scientifico, la vicenda conserva anche una forte dimensione umana. Durante tutto il ricovero Elena è stata accompagnata da Joe, il cane guida che l'ha assistita negli anni della cecità. La Direzione dell'ospedale ha autorizzato la permanenza dell'animale accanto alla paziente per tutta la degenza, riconoscendo l'importanza del legame costruito nel tempo tra i due.
Il decorso post-operatorio procede regolarmente. Secondo i medici, i controlli eseguiti dopo l'intervento confermano il corretto attecchimento dei tessuti trasferiti e un progressivo recupero funzionale dell'occhio operato. Saranno le prossime settimane e i successivi controlli specialistici a stabilire quale sarà il recupero visivo definitivo e fino a che punto la retina trapiantata riuscirà a svolgere la propria funzione.
Il risultato ottenuto alle Molinette rappresenta un passaggio di rilievo anche per la comunità scientifica internazionale. Pur trattandosi di un singolo caso clinico, l'intervento dimostra la possibilità di utilizzare i tessuti ancora vitali di un occhio non più funzionante per tentare di restituire la vista all'altro, aprendo prospettive di ricerca e di sviluppo per situazioni che, fino a oggi, erano considerate prive di opzioni terapeutiche.
"Un intervento ai limiti dell'impossibile senza precedenti. Un grazie ai nostri professionisti che si sono resi protagonisti di questo miracolo, ma che soprattutto hanno accolto ancora una volta le fragilità dei nostri pazienti, in particolare della signora Elena, che ora potrà tornare a vedere il mondo accompagnata dalla sua cagnolina Joe. Ancora una volta la dimostrazione del valore della sanità pubblica, in cui credo fermamente" dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).
Con questo intervento la Città della Salute e della Scienza di Torino firma un risultato destinato a richiamare l'attenzione della comunità scientifica internazionale. Saranno gli studi e il monitoraggio clinico a confermare la portata della tecnica, ma il traguardo raggiunto alle Molinette rappresenta già un punto di riferimento nella chirurgia oculistica ricostruttiva.


Autore:
Nicola Cuomo