Salute e benessere | Ivrea | 21/03/2026 17:23:57

Insieme sulla Via Francigena: il cammino di medici e pazienti contro le malattie renali croniche


Insieme sulla Via Francigena: medici, pazienti e cittadini uniti per la prevenzione delle malattie renali


Un percorso lungo, simbolico e concreto allo stesso tempo. È quello che prende il via lungo la Via Francigena con il progetto “Insieme sulla Via Francigena”, un’iniziativa che mette al centro la lotta alle malattie renali croniche attraverso il valore del cammino, della condivisione e della sensibilizzazione.
Domenica 22 marzo un gruppo di decine di pazienti nefropatici, persone in dialisi, trapiantati di rene, operatori sanitari e cittadini partirà dal ponte romano di Pont-Saint-Martin per dirigersi verso Ivrea, attraversando Carema, Settimo Vittone, Montestrutto, Montalto Dora, tra castelli, borghi medievali, battisteri e campi vitivinicoli: 21 km in tutto. 
Il progetto è stato ideato dagli infermieri dei Centri di Emodialisi “CTO” e “Farinelli” (in particolare Silvia Ambrosio e Roberta Mingolla), sotto la Direzione del Prof. Luigi Biancone, Direttore della S.C. Nefrologia, Dialisi e Trapianto U e del Centro Trapianti di Rene dell’AOU “Città della Salute e della Scienza” di Torino, in collaborazione con ANED – Associazione Nazionale Emodializzati, Dialisi e Trapianto APS.
L’obiettivo è chiaro: portare fuori dagli ospedali il tema delle malattie renali croniche e renderlo accessibile alla popolazione, attraverso un linguaggio inclusivo e un’esperienza concreta come quella del cammino.
Alla partenza prenderanno parte decine di persone, tra cui pazienti nefropatici, persone in dialisi, trapiantati di rene e operatori sanitari. Un gruppo eterogeneo che rappresenta, fisicamente e simbolicamente, l’intero percorso della malattia: dalla diagnosi alla cura, fino alla speranza del trapianto.
Uno degli aspetti più critici evidenziati dagli organizzatori riguarda la diagnosi precoce. Secondo i dati diffusi, il 77% dei pazienti scopre la malattia quando è già in fase avanzata, riducendo drasticamente le possibilità di intervenire in modo efficace.
Le malattie renali croniche, spesso definite “silenziose”, si sviluppano senza sintomi evidenti nelle fasi iniziali. Per questo motivo, controlli periodici e prevenzione diventano strumenti fondamentali per ridurre l’impatto della patologia.
Tra le principali cause figurano:
•    diabete
•    ipertensione arteriosa
•    malattie autoimmuni
•    patologie genetiche
•    glomerulonefriti
Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha fatto progressi significativi, introducendo terapie farmacologiche in grado di rallentare la progressione della malattia. Tuttavia, la prevenzione resta il primo vero strumento di difesa.
Il cammino lungo la Via Francigena assume quindi un significato più ampio: non solo attività fisica, ma anche strumento di riflessione su solidarietà, reciprocità e responsabilità sociale.
Questo progetto – spiega il presidente di ANED, Giuseppe Vanacore si inserisce in un contesto complesso: le dichiarazioni di volontà sono in calo in buona parte d’Italia, è un’ipoteca sul futuro del trapianto, per tutti quelli che ne hanno bisogno, compresi coloro che oggi dicono no. Occorre operare per invertire questo andamento che nega la solidarietà, ma trascura l’elemento della reciprocità del trapianto umano. Per farlo occorrono più trapianti, ma dobbiamo allo stesso tempo puntare sulla prevenzione e sulle diagnosi precoci. Il 77% delle persone scopre infatti di avere una disfunzione renale quando ormai è troppo tardi per intervenire, se non attraverso la dialisi. Occorre maggiore informazione e il nostro buen camino lungo la Francigena ha anche questo obiettivo ambizioso”. 
Questo sarà un evento capace di unire sport, solidarietà e scienza, parlando a tutta la comunità con un linguaggio positivo e inclusivo all’insegna della promozione della salute, della prevenzione, della attenzione alla persona e dell’accessibilità alla salute. Un’occasione di sensibilizzazione e capace di raggiungere tutti i cittadini, non solo i pazienti e le loro famiglie. Il mio pensiero va a tutti coloro che vivono le loro fragilità all’interno dei nostri ospedali e a tutti gli operatori che li accolgono e li assistono in maniera amorevole” aggiunge Livio Tranchida, Direttore Generale della Città della Salute e della Scienza di Torino
È un momento storico per la lotta alle malattie renali, per i progressi e i risultati che si stanno ottenendo in questi ultimi anni con nuovi farmaci nella prevenzione del peggioramento e nel trattamento delle malattie renali e nella gestione della dialisi e del trapianto di rene. È un cammino di medicina che è finalmente diventato decisamente “olimpico”" conclude Luigi Biancone, Direttore Nefrologia, Dialisi e Trapianto della Città della Salute e della Scienza di Torino.
Dodici tappe fino a Roma
Il progetto non si esaurisce con la prima giornata. Il cammino prevede infatti 12 tappe complessive, che accompagneranno i partecipanti dalla Valle d’Aosta fino a Roma.
L’arrivo è previsto per il 7 giugno 2026 al Campidoglio, simbolo istituzionale che conferisce all’iniziativa un forte valore nazionale.
Ogni tappa rappresenterà un’occasione per incontrare comunità locali, promuovere attività informative e diffondere buone pratiche legate alla salute dei reni.
Il tema della donazione degli organi resta centrale nel dibattito. In Italia, dal 2012, sono state raccolte circa 24 milioni di dichiarazioni di volontà, ma la percentuale di opposizione rimane significativo.
Nel 2026, nei primi mesi dell’anno, oltre il 40% dei cittadini ha espresso un rifiuto alla donazione, un dato che incide direttamente sulla disponibilità di organi per i trapianti.
Questa criticità si riflette sulle liste d’attesa: oggi oltre 7.542 persone attendono un trapianto di rene, con tempi medi che superano i tre anni. Una situazione aggravata dalla diminuzione del numero di trapianti effettuati negli ultimi anni.
Piemonte e Valle d’Aosta: il quadro territoriale
A livello locale, la situazione mostra alcune differenze:
•    In Piemonte, nel 2025 sono stati eseguiti 274 trapianti di rene, con circa 398 pazienti in lista d’attesa e un tempo medio di attesa di circa 3 anni.
•    In Valle d’Aosta, la percentuale di opposizione alla donazione si attesta intorno al 23,9%, un dato inferiore alla media nazionale.
Questi numeri evidenziano come la sensibilizzazione resti un elemento chiave per migliorare la cultura della donazione.
Un viaggio che è anche un messaggio
“Insieme sulla Via Francigena” rappresenta molto più di un’iniziativa sanitaria. È un progetto che unisce territori, persone e competenze, trasformando il cammino in uno strumento di comunicazione e consapevolezza.
Un viaggio che attraversa l’Italia da nord a sud, ma che soprattutto invita a riflettere su un tema fondamentale: la prevenzione può cambiare il corso della vita.
Un passo alla volta, lungo una delle vie più antiche d’Europa, prende forma una nuova idea di salute: più partecipata, più consapevole e più vicina alle persone.

 


Autore:
Nicola Cuomo