









Non un semplice progetto, ma una scelta politica e territoriale che guarda al medio e lungo periodo. Con “Laboratorio delle Valli – spazio di crescita per i giovani”, dodici Comuni delle Valli di Lanzo hanno deciso di fare sistema e di investire in modo coordinato sulle nuove generazioni, trasformando la collaborazione intercomunale in una leva di sviluppo concreto.
La presentazione ufficiale dell’iniziativa si è svolta a Cantoira nei primi giorni del nuovo anno, come segnale simbolico di un percorso che punta a rafforzare coesione sociale, opportunità e senso di appartenenza per i giovani tra i 15 e i 34 anni.
A sottoscrivere il progetto sono Ala di Stura, Balme, Cantoira, Ceres, Chialamberto, Groscavallo, Lemie, Mezzenile, Pessinetto, Traves, Usseglio e Viù, che per la prima volta si presentano come un unico ambito territoriale su una progettualità dedicata esclusivamente ai giovani.
Il progetto è sostenuto dalla Regione Piemonte, con un contributo di circa 40 mila euro, a fronte di un investimento complessivo superiore ai 50 mila euro. Risorse che verranno impiegate per costruire attività diffuse, coordinate e accessibili, superando la logica degli interventi isolati.
Un progetto per il territorio
L’idea nasce dal confronto diretto tra amministratori, come ha spiegato Franca Vivenza, sindaco di Cantoira: «Abbiamo voluto che questa presentazione fosse collocata nei primi giorni dell’anno come segnale di augurio e di speranza per i nostri territori. L’idea nasce parlando tra sindaci delle difficoltà comuni che viviamo ogni giorno e della complessità di affrontare da soli percorsi progettuali articolati». Una riflessione che ha portato a una scelta condivisa: «Molti di noi avevano analizzato il bando regionale, ma partecipare singolarmente sarebbe stato complicato. Da qui è nata la domanda: perché non provarci insieme? I tempi erano stretti, ma quando c’è volontà politica e capacità di lavorare in modo unitario, i risultati arrivano».
I giovani come punto di riferimento delle Valli
Il Comune capofila, Viù, ha avuto un ruolo centrale nel coordinamento. Il sindaco Daniela Majrano ha chiarito il cambio di prospettiva alla base del progetto: «Questo progetto non nasce per considerare i giovani come una fragilità del territorio, ma come il suo elemento portante. È un messaggio chiaro: i giovani non sono destinatari passivi, ma protagonisti chiamati a prendersi responsabilità e a costruire il futuro delle Valli». Majrano ha richiamato anche il valore del lavoro comune maturato negli ultimi anni: «L’esperienza delle Aree Interne ci ha insegnato a superare i confini comunali e a lavorare come territorio. Qui la scuola resta centrale, ma si inserisce in una rete più ampia che coinvolge cultura, sport, sanità, ambiente e memoria storica».
Il progetto
Il "Laboratorio delle Valli” si sviluppa come un percorso articolato che intreccia crescita personale, orientamento, partecipazione civica, benessere e cura del territorio. Le attività previste privilegiano modalità laboratoriali e pratiche, distribuite nei diversi Comuni e accessibili a tutti i giovani delle Valli, con l’obiettivo di rafforzare competenze, senso di appartenenza e capacità di incidere concretamente nella vita delle comunità locali.
Il ruolo dell’associazione Al Cicapui
Chiara Ferraris, dell’associazione Al Cicapui, ha evidenziato il valore complessivo della progettualità: «Il punto di forza di questo progetto è la capacità di unire il territorio attraverso azioni che coinvolgono le persone in modo autentico. L’impatto non riguarda solo i giovani direttamente coinvolti, ma si estende alle famiglie e all’intera comunità». L’ente partner accompagnerà i giovani lungo percorsi di orientamento per l’inserimento lavorativo ed accompagnamento agli strumenti e percorsi formativi disponibili per consolidare le competenze acquisite in ambito di artigianato di eccellenza e nuove professioni digitali.
Spazio alla cultura
Ampio spazio è riservato alla dimensione culturale. CantArteatro, con il presidente Paolo Cipriano, propone un laboratorio che aiuta i giovani a comprendere non solo la pratica artistica, ma anche i meccanismi organizzativi e di sostenibilità del lavoro culturale.
Il Comitato Resistenza Colle del Lys
Il Comitato Resistenza Colle del Lys, con Nicolò Tassinari e Alberto Borgatta, ha sottolineato il valore della memoria come strumento vivo e attuale: «La memoria non è qualcosa da celebrare una volta all’anno, ma un patrimonio da trasmettere e rendere comprensibile. Conoscere la storia delle nostre montagne significa acquisire strumenti per leggere il presente e orientarsi nelle scelte di oggi». Il percorso accompagnerà i giovani dalla Resistenza vissuta nelle Valli di Lanzo al dopoguerra e alla nascita della Repubblica e della Costituzione, fino a una riflessione sul presente e sulle responsabilità civiche: «Solo partendo da ciò che è stato possiamo costruire una cittadinanza consapevole e uno sguardo responsabile verso il futuro».
Sport e aggregazione
Francesca Graneri, per le Valliadi, ha ribadito il valore educativo dello sport come strumento di crescita e comunità: «Lo sport non è solo competizione o risultato. È un linguaggio universale che crea legami, rafforza la fiducia e permette ai giovani di mettersi alla prova in modo sano e consapevole. Nelle Valli di Lanzo rappresenta anche un’occasione concreta per vivere il territorio e sentirsi parte di una comunità». Il progetto prevede tre fine settimana formativi - tra maggio e luglio - in tre Comuni diversi, Viù, Chialamberto e Balme, dedicati rispettivamente all’arrampicata, al tennis e all’orienteering, oltre al tiro con l’arco e allo yoga, con attività guidate da istruttori qualificati e momenti di condivisione pensati per rafforzare l’aggregazione e il senso di appartenenza.
Scuola e sanità
Dal mondo della scuola, Francesco Minniti, vicepreside dell’Istituto Comprensivo di Ceres, ha evidenziato il valore educativo delle esperienze legate al territorio: «Portare i ragazzi fuori dalle aule, farli incontrare con il territorio in cui vivono e con le persone che lo abitano è fondamentale. La scuola ha il compito di aprire orizzonti e aiutare gli studenti a sentirsi parte attiva della comunità».
Sul fronte sanitario, la dottoressa Clara Occhiena, dell’Asl To4, ha richiamato l’importanza di un approccio preventivo e di prossimità: «Lavorare sul benessere, sugli stili di vita e sulla prevenzione significa esserci prima che emergano le difficoltà. È un investimento sulla salute dei giovani e, di conseguenza, sulla qualità della vita dell’intera comunità».
Una scommessa che guarda al futuro
A inquadrare l’iniziativa in una prospettiva più ampia è stato Marco Bussone, presidente nazionale Uncem, che ha sottolineato come progetti di questo tipo contribuiscano a rafforzare il capitale sociale delle aree montane e a governare i cambiamenti in atto.
Un percorso collettivo per le Valli di Lanzo
“Laboratorio delle Valli” rappresenta una scelta di responsabilità condivisa: dodici Comuni che decidono di investire insieme sui giovani, riconoscendoli come protagonisti del presente e non solo come destinatari di politiche future.
Un’esperienza che dimostra come, anche nei territori montani, la collaborazione possa trasformarsi in visione, opportunità e sviluppo duraturo.









