









Verolengo - Prima la telefonata, poi la storia dei documenti clonati e utilizzati per noleggiare un'automobile, quindi la presunta rapina in gioielleria. Infine, l’arrivo a casa con una richiesta precisa: consegnare tutti i gioielli per sottoporli a una verifica. È questo il meccanismo con cui, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, una 22enne si sarebbe presentata come militare dell’Arma e avrebbe convinto una coppia di anziani di Verolengo a consegnarle i monili in oro.
Il tentativo di truffa del finto carabiniere a Verolengo è stato però scoperto in pochi minuti. A far saltare il piano è stato il comportamento della giovane dopo aver ricevuto i preziosi. La donna si è allontanata rapidamente dall'abitazione, facendo nascere i primi sospetti nella proprietaria di casa, che ha chiamato il 112.
L'allarme ha permesso ai Carabinieri di intervenire rapidamente. La giovane, originaria di Benevento, è stata individuata nel pomeriggio del 3 settembre nei pressi della stazione ferroviaria, mentre si trovava a bordo di un taxi. Durante la perquisizione i militari hanno trovato i gioielli che erano stati appena consegnati dalla coppia. La refurtiva è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari.
La telefonata e la storia della rapina in gioielleria
Il raggiro sarebbe cominciato con una telefonata a un anziano residente a Verolengo. Dall'altra parte del telefono, la 22enne si sarebbe qualificata come appartenente all'Arma dei Carabinieri.
Il racconto avrebbe riguardato un presunto furto d'identità: alcuni soggetti avrebbero clonato i documenti dell'uomo e della moglie e li avrebbero utilizzati per noleggiare un'automobile. Quella vettura, sempre secondo la versione riferita alla vittima, sarebbe stata poi utilizzata per compiere una rapina in una gioielleria.
Un elemento destinato a rendere ancora più credibile la storia e a mettere la coppia sotto pressione. L'anziano sarebbe stato invitato a recarsi presso la locale Stazione dei Carabinieri per chiarire la vicenda.
Ma il passaggio decisivo sarebbe arrivato subito dopo. La falsa militare avrebbe annunciato che si sarebbe recata direttamente nell'abitazione per effettuare una verifica sui gioielli della coppia.
In quel momento l'uomo non era in casa. La moglie, invece, si è trovata davanti la giovane e, secondo quanto ricostruito, le ha consegnato tutti i monili in oro presenti nell'abitazione. La giustificazione era che i preziosi dovessero essere portati in caserma per consentire le verifiche.
Qualcosa, però, non ha convinto la donna. Dopo aver ricevuto l'oro, la 22enne si sarebbe allontanata rapidamente dall'abitazione. È stato proprio questo comportamento a far scattare il sospetto che dietro quella richiesta potesse esserci una truffa ai danni di anziani.
La donna ha quindi chiamato il 112 e segnalato quanto era appena accaduto.
I militari del Nucleo Radiomobile di Chivasso, raccolti i primi elementi, hanno avviato le ricerche della giovane. Il rintraccio è avvenuto nei pressi della stazione ferroviaria, dove la 22enne è stata trovata a bordo di un taxi.
La perquisizione ha permesso di recuperare i gioielli. Per la coppia, dunque, il tentativo di truffa si è concluso con la restituzione dell'oro e con l'intervento dei Carabinieri prima che la giovane potesse allontanarsi definitivamente dalla zona.
La 22enne, in attesa dell'udienza di convalida, su disposizione dell'Autorità giudiziaria di Ivrea è stata tradotta presso la casa circondariale Lo Russo Cotugno di Torino.
La vicenda di Verolengo mostra ancora una volta quanto possa essere efficace, per chi mette in atto questo tipo di raggiri, la combinazione tra una telefonata allarmante e la falsa identità di un appartenente alle forze dell'ordine. In questo caso è stato il sospetto della vittima, seguito dalla tempestiva chiamata al 112, a permettere di interrompere il tentativo e recuperare i preziosi.









