Cronaca | Alessandria | 03/08/2026 19:29:06

Polizia locale, in Piemonte ufficializzato il primo gruppo regionale di unità cinofile: Oleggio, Alessandria, Asti, Biella e Novara


Unità cinofile, nasce in Piemonte la rete regionale della Polizia locale: il progetto parte da Oleggio, Alessandria, Asti, Biella e Novara


Da cinque Comandi a una rete regionale. In Piemonte le unità cinofile della Polizia locale si preparano a superare i confini dei singoli territori per diventare una risorsa condivisa, disponibile dove serve. È questo il cuore del nuovo progetto sperimentale che punta a creare il primo gruppo di unità cinofile della Polizia locale con una dimensione regionale.
La novità riguarda, nella fase iniziale, Oleggio, Alessandria, Asti, Biella e Novara. Sono i cinque Comandi che hanno messo a disposizione le proprie unità cinofile per avviare un modello destinato, nelle intenzioni della Regione, a coinvolgere progressivamente altre realtà piemontesi.
Il principio è quello di fare sistema. Un cane addestrato e il proprio operatore non dovranno essere considerati soltanto una risorsa del singolo Comune, ma potranno entrare in una rete più ampia, pensata per fornire supporto operativo anche agli altri territori. Una prospettiva che può diventare particolarmente importante quando un'attività di controllo, una ricerca o un servizio di sicurezza richiedono competenze specialistiche.
Le unità cinofile possono infatti essere impiegate in diversi ambiti: dal contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti alla ricerca di persone scomparse, fino alle attività legate alla sicurezza durante gli eventi pubblici. È su queste capacità già presenti nei Comandi piemontesi che la Regione vuole costruire il nuovo modello.
«Si tratta di un progetto innovativo che punta sulla collaborazione tra enti locali e sulla valorizzazione delle competenze già esistenti - dichiarano il presidente Alberto Cirio e l’assessore Enrico Bussalino -. L’obiettivo è superare la frammentazione degli interventi, creando una rete capace di garantire un supporto rapido ed efficace ovunque ce ne sia bisogno. Le unità cinofile rappresentano uno strumento fondamentale nelle attività di prevenzione e controllo del territorio, dal contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti alla ricerca di persone scomparse, fino alla gestione di eventi pubblici. Con questa iniziativa investiamo concretamente sulla sicurezza dei cittadini, rafforzando il ruolo della Polizia locale e costruendo un modello organizzativo che potrà diventare un punto di riferimento anche per le altre Regioni.»
L'avvio ufficiale del progetto è avvenuto al Grattacielo Piemonte, dove il presidente della Regione Alberto Cirio e l'assessore regionale alla Sicurezza e Polizia locale Enrico Bussalino hanno incontrato gli operatori delle cinque unità coinvolte nella prima fase.
A rappresentare Oleggio, il primo Comune ad aver aderito al progetto regionale, c'erano il sindaco Andrea Baldassini e l'assessore alla Sicurezza Diego Bellini. Con loro gli operatori che, insieme ai rispettivi cani, costituiscono il primo nucleo della sperimentazione: l'agente Domenico Folino con Nike per Oleggio, l'assistente Grazia Bavuso con Kalika per Alessandria, l'ispettore Fabio Damasio con Sciusciu' per Asti, l'agente Stefano Bellinazzo con Lana per Biella e il vice commissario Gabriele Torazza con Heidi per Novara.
Il progetto, però, non si fermerà alle cinque unità già coinvolte. Il prossimo passaggio sarà la pubblicazione di un avviso di manifestazione di interesse rivolto alle unità cinofile già operative che vorranno entrare nella rete regionale. Saranno quindi Regione ed enti aderenti a definire, attraverso un protocollo condiviso, come organizzare il sistema e quali saranno i presìdi territoriali di riferimento.
Uno degli aspetti più rilevanti sarà proprio il coordinamento. L'obiettivo è uniformare le modalità di intervento e creare un sistema regionale delle unità cinofile della Polizia locale, evitando che le diverse esperienze rimangano separate e consentendo di utilizzare le professionalità disponibili in modo più efficace.
C'è anche un passaggio che potrebbe ampliare ulteriormente il raggio d'azione della rete. La Regione avvierà infatti le interlocuzioni necessarie con le autorità statali competenti per consentire, quando necessario, l'impiego delle unità cinofile anche al di fuori del territorio del Comando di appartenenza.
La prospettiva è dunque quella di una struttura che non si limiti alla fase sperimentale. Al termine del progetto, le unità aderenti saranno sostenute dalla Regione attraverso specifici contributi per almeno un triennio. L'intenzione è consolidare un modello stabile, mettendo a disposizione dei Comuni piemontesi una rete coordinata di operatori e unità cinofile.
Per il Piemonte si tratta quindi di trasformare una serie di esperienze locali in una risorsa condivisa. Il progetto parte da cinque Comandi, ma guarda a un sistema regionale più ampio, nel quale le unità cinofile della Polizia locale possano intervenire a supporto dei territori in base alle necessità.
Come funzionerà la rete delle unità cinofile in Piemonte
La prima fase prevede un avviso di manifestazione di interesse rivolto alle unità cinofile già operative. Le realtà che aderiranno entreranno successivamente in un protocollo tra la Regione Piemonte e gli enti coinvolti. Il sistema individuerà i presìdi territoriali di riferimento e definirà modalità di intervento condivise.
La Regione prevede inoltre un sostegno economico alle unità aderenti per almeno tre anni, con l'obiettivo di rendere stabile il modello sperimentato.



Autore:
Nicola Cuomo