Cronaca | Ciriè | 10/08/2025 17:09:51

CGIL e FILLEA chiedono controlli più severi e una Procura nazionale per contrastare il lavoro nero


Dopo il caso dell' incidente sul lavoro a Ciriè, operaio edile in nero gravemente ferito e abbandonato in campagna


Nella giornata di giovedì 7 agosto, a Ciriè, un muratore impiegato in nero è stato coinvolto in un grave incidente: è stato colpito dal crollo di un balcone e, successivamente, abbandonato in una zona di campagna in condizioni critiche. Solo alcune ore dopo, un passante ha notato l’uomo in stato di incoscienza e ha chiamato i soccorsi, che lo hanno portato in ospedale a Ciriè con codice rosso . La situazione ha suscitato grande indignazione da parte di CGIL Torino e FILLEA CGIL Torino-Piemonte, che condannano fermamente questo episodio, il terzo simile in pochi mesi nella zona di Torino. Questi casi evidenziano come la violazione delle leggi sul lavoro e la mancanza di umanità siano purtroppo ancora troppo frequenti. Sarah Pantò, Segreteria CGIL Torino: “La sicurezza è un diritto fondamentale: nessun lavoratore deve rischiare la vita per guadagnarsi da vivere, e nessuno dovrebbe essere abbandonato da solo in condizioni disumane dopo un infortunio. Questo problema è legato a doppio filo con l’assenza di controlli, ispezioni e sanzioni, e di una presa di coscienza reale sulla profondità del problema”. Conclude Pantò: “Il tema della salute e sicurezza sul lavoro si gestisce realmente solo se si lavora su un’azione di concerto tra i diversi enti che si occupano di prevenzione e controllo, si promuove una Procura nazionale del lavoro che si occupi di reati in materia di sicurezza sul lavoro e si investe sul personale nei servizi di vigilanza. Un problema, quest’ultimo, di particolare urgenza per il nostro territorio, dato che gli Spresal di Torino sono ancora fortemente sotto organico”. Massimo Cogliandro, Segretario Generale della Fillea Cgil Torino-Piemonte, dichiara: “La gravità dell’episodio del quale siamo venuti a conoscenza è altissima: purtroppo sappiamo che questo non è un caso isolato, ma anzi va a costituire il terzo caso di un lavoratore che, in pochi mesi, in provincia di Torino, subisce un trattamento di questo tipo. Il progressivo e inarrestabile aumento di questi fenomeni, specie purtroppo nell’ambito dell’edilizia, insieme a questo caso in particolare, ci confermano che il sistema degli appalti nel nostro Paese non funziona e che la decisione di istituire una Procura nazionale super specializzata in materia di salute e sicurezza sul lavoro non può più essere rimandata”.



Autore:
Marco Biondi