









Una telefonata, una storia costruita per spaventarlo e una richiesta apparentemente legata a un'indagine. A un 81enne di Giaveno è stato raccontato che la sua auto era coinvolta in una vicenda criminale e che, per questo motivo, sarebbe stato necessario controllare i gioielli custoditi in casa. Ma l'anziano ha intuito che qualcosa non tornava e ha chiamato il 112.
La sua decisione ha permesso ai Carabinieri di intervenire prima che la truffa fosse portata a termine. Nel pomeriggio del 2 settembre, due giovani di 19 e 20 anni sono stati arrestati a Giaveno con l'accusa di truffa aggravata ai danni dell'anziano. Entrambi sono italiani, incensurati e residenti a Torino.
La telefonata del falso maresciallo
Il raggiro sarebbe iniziato con una telefonata. Dall'altra parte della linea, un uomo si sarebbe presentato come un maresciallo dei Carabinieri e avrebbe riferito all'81enne di una presunta rapina avvenuta a Torino.
Il particolare utilizzato per rendere credibile il racconto era quello di una targa clonata. Secondo la storia raccontata al pensionato, i malviventi avrebbero viaggiato a bordo di un'auto con una targa intestata proprio a lui.
A quel punto sarebbe arrivata la richiesta di vedere i gioielli presenti nell'abitazione. Una richiesta che avrebbe dovuto apparire come parte degli accertamenti, ma che in realtà, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, serviva a impossessarsi dei preziosi.
L'anziano, però, non ha aspettato che il presunto militare arrivasse a casa. Ha contattato il 112, ha spiegato cosa stava accadendo e ha avvertito i Carabinieri che il sedicente maresciallo sarebbe arrivato di lì a poco.
La chiamata ha consentito ai militari della Stazione dei Carabinieri di Giaveno di organizzare un servizio di osservazione nei pressi dell'abitazione.
Quando i sospetti sono entrati in azione, i Carabinieri li hanno sorpresi in flagranza. I due giovani avrebbero avuto compiti diversi: uno avrebbe fatto da “palo” e autista, mentre l'altro avrebbe materialmente recuperato i gioielli dall'abitazione.
Il secondo è stato bloccato subito dopo essere uscito dalla casa dell'81enne. Con sé aveva gioielli in oro e argento per circa 100 grammi.
I preziosi sono stati recuperati dai militari e immediatamente restituiti al pensionato.
Il meccanismo della truffa agli anziani
La vicenda di Giaveno si inserisce nel fenomeno delle truffe agli anziani, nelle quali la paura e la fiducia nelle figure istituzionali possono diventare gli strumenti utilizzati per convincere le vittime ad aprire la porta o consegnare denaro e oggetti di valore.
In questo caso il falso carabiniere avrebbe costruito una situazione d'emergenza partendo da una presunta rapina e da una targa clonata. L'obiettivo finale sarebbe stato arrivare direttamente ai gioielli custoditi nell'abitazione.
A fare la differenza è stata la reazione dell'81enne: invece di seguire le indicazioni ricevute al telefono, ha verificato la situazione attraverso il 112. È stato così possibile predisporre rapidamente l'intervento e bloccare i due giovani.
I due arrestati, su disposizione dell'Autorità giudiziaria di Torino, sono stati accompagnati presso i rispettivi domicili in attesa di essere giudicati per direttissima.









